04 mar 2017

Crisi: è quasi finita la pazienza

Sabato 4 marzo. Sul Corriere Daniele Manca ci spiega perché l’economia cresce poco anche se si intravedono, sulla carta, alcuni segnali positivi sia in Europa che al di là dell’Atlantico però: «Sicuramente c'è la percezione di un aumento dei pericoli o perlomeno di una loro non riduzione. Il disagio del quale si parlava è riferito non al momento che stiamo vivendo, quanto al futuro. Le famiglie e i lavoratori sono portati a risparmiare piuttosto che a spendere. E analogamente si muovono le imprese che custodiscono ingente liquidità preferendo distribuirla ai propri soci invece di metterla a rischio investendo senza sufficienti ritorni. È come se gli attori economici, cittadini, aziende, istituzioni finanziarie stessero perdendo la pazienza».

03 mar 2017

Smartphone a scuola, l’ostacolo della discordia

Venerdì 3 marzo. Repubblica affronta il tema dell’uso degli smartphone a scuola. «New York nel 2015 ha cancellato il veto per la pressione dei genitori, troppo in ansia senza contatti continui con i figli. E la proibizione che vige in Italia dal 2007 è stata in parte superata dal Piano nazionale per la scuola digitale». «Sul fatto che i divieti non servano sono d'accordo Pier Cesare Rivoltella, che alla Cattolica insegna Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento, e Giorgio Tamburlini, pediatra e presidente del Centro per la Salute del Bambino di Trieste. Ma mentre il primo sostiene che il cellulare «va fatto usare, affinché venga naturalizzato nelle pratiche scolastiche quotidiane», il pediatra mette in guardia (proprio nel giorno in cui il Centro ha presentato a Trieste, insieme al Garante della Privacy, la ricerca "Uso delle tecnologie digitali nei primi anni di vita"): «Il telefonino sempre in mano rafforza la dipendenza fra figli e genitori. Ed è ormai evidente che ostacola lettura profonda e uso critico delle nozioni».

02 mar 2017

The Donald, solo il futuro ci dirà quale maschera sarà più propenso a indossare

Giovedì 2 marzo. Giorgio Ferrari nel suo commento su Avvenire parlando del Presidente degli Stati Uniti riflette come «'The Donald' rimane un sincero antipolitico con un programma che si richiama in parte alla Dottrina Monroe, in parte a quel modello autarchico che tanto piace all'elettorato medio americano. Un po' Jekyll e un po' Mr. Hyde, dopo il volto brutale dell'imbonitore che ha sedotto mezza America compare ora il volto presidenziale, accondiscendente nella sua fermezza e inaspettatamente rispettoso della divisione dei poteri. Due maschere che ogni populista che si rispetti sa adottare. In questo, Trump non è stato da meno. Solo il futuro ci dirà quale maschera sarà più propenso a indossare. E con quali conseguenze».

01 mar 2017

Migranti, accogliere ed integrare

Mercoledì 1 marzo. Nel giorno che inizia la Quaresima l’intervista a Papa Francesco sul mensile di strada «Scarp de’ tenis», e parlando dei migranti ha detto: «Quelli che arrivano in Europa scappano dalla guerra o dalla fame. E noi siamo in qualche modo colpevoli perché sfruttiamo le loro terre ma non facciamo alcun tipo di investimento affinché loro possano trarre beneficio. Hanno il diritto di emigrare e hanno diritto ad essere accolti e aiutati. Questo però si deve fare con quella virtù cristiana che è la virtù che dovrebbe essere propria dei governanti, ovvero la prudenza. Cosa significa? Significa accogliere tutti coloro che si “possono” accogliere. E questo per quanto riguarda i numeri. Ma è altrettanto importante una riflessione su “come” accogliere. Perché accogliere significa integrare».

28 feb 2017

L’ondata di populismo

Martedì 28 febbraio. Massimo Franco, sul Corriere della Sera riflette nella sua nota politica: «Ora il rischio è il ‘grillismo’ dei partiti tradizionali». «Alcuni temi cari in passato solo a formazioni come il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord, stiano superando i loro confini; e condizionando la strategia e la narrativa di partiti considerati moderati. Si tratta di una deriva dovuta in parte alla prevalenza di analisi influenzate dalla paura e dall' insicurezza». «In vista della prossima campagna elettorale si va delineando una competizione giocata su diverse gradazioni di una politica ipotecata dalla protesta e dalla paura». Franco si chiede «chi tra i partiti italiani, si presenterà all' elettorato come sostenitore di una linea europeista; e con un programma di governo che non si limiti a recriminare sugli aiuti mancati di Bruxelles. Che un allarme in questo senso esista, arriva da più di un indizio. Le perplessità del ministro dell' Economia, Pier Carlo Padoan, preoccupato dalla scarsa volontà di riforme economiche incisive nel partito di maggioranza, il Pd, sono un segnale». Delle novità e delle rivoluzioni spesso si guarda solo al risultato e ci si dimentica degli aspetti più strategici che hanno influenzato l’elettorato. Uno per tutti: l’uso dei social media.

27 feb 2017

L’impegno di Papa Francesco per la mobilità «green»

Lunedì 27 febbraio. Su Repubblica viene raccontato l’impegno di Papa Francesco per la mobilità «green». «Diventerà un testimonial diretto dell' impegno green utilizzando un' auto elettrica: Jorge Mario Bergoglio ha deciso di utilizzare per i suoi normali spostamenti una macchina con la spina. L'ha ricevuta in omaggio per il suo ottantesimo compleanno dal gruppo tedesco Wermuth Asset Management GmbH e dalla piattaforma integrata per la gestione della mobilità elettrica DriWe. E' una Nissan Leaf bianca dotata di un pannello fotovoltaico, per tenere l' abitacolo fresco durante la sosta, e di una colonnina di ricarica intelligente con gestione da smartphone che permetterà di fare il pieno in circa un' ora, il tempo di una messa».

29 mar 2016

Un viaggio nella storia e nelle vicende della Calabria



«Piccole storie di periferia» è il titolo dell’ultimo lavoro di mons. Luigi Renzo, vescovo di Mileto - Nicotera - Tropea, pubblicato dalla Rubbettino. 
Un’antologia, così come spiega lo stesso autore, che scaturisce non da «un senso di nostalgia, o una specie di rifugio nel passato» ma trae origine «lungo alcuni percorsi della storia e delle vicende della Calabria, ma solo il gusto e il desiderio innato di rivisitare luoghi, situazioni umane, eccellenze culturali, punti focali di un vissuto plurimillenario degno di memoria, selezionando alcune “piccole storie di periferia”». Questo libro non è un viaggio di ritorno verso un passato nostalgico (più o meno recente) ma il proposito di voler far riaffiorare alla mente attraverso la puntuale descrizione delle persone e dei luoghi un vissuto che per taluni aspetti ha radici antiche e ancora oggi esprime indubbia validità. Nel viaggio ideale che il nostro autore ci fa compiere viene mostrata una Calabria ricca di curiosità e particolari; attraverso la sua penna egli riesce a trasmettere quelle sfumature che sono necessarie per capire approfonditamente la Calabria: regione dai mille volti che ha un aspetto sicuramente diverso da quello trasmesso dai mass media. Nella prefazione affidata al vaticanista Rai, il calabrese Enzo Romeo, è evidenziato come quel richiamo di Papa Francesco alle periferie esistenziali (di cui spesso oggi grazie al Pontefice si sente parlare) nella vita dei calabresi trovano riscontro reale; la Calabria è innanzitutto crocevia delle diverse civiltà che nel tempo ne hanno segnato il carattere. Tra la storia e l'attualità si delinea, attraverso il raccontare di mons. Renzo, quel filo conduttore che per il cristiano ha come fulcro la visione di fede che è anche parte del Dna della maggior parte dei calabresi. In questo libro si scorge inoltre quel faticoso lavoro del Pastore che quotidianamente incontra i tanti fedeli ed è chiamato ad ascoltarli per portare il conforto umano e cristiano. In Calabria tante persone trovano nella Chiesa spesso l'unico punto di riferimento certo. Attraverso la storia e le storie si può intravedere quel profondo bisogno di risposte concrete che hanno la loro radice in una riflessione interiorizzata e la proposta che ne scaturisce dai 44 racconti. Il Vescovo pensando al suo popolo cerca allora di usare tutti gli strumenti per riscattare la sua gente. La lettura delle pagine di mons. Milito aiuta a sperare in una Calabria migliore che ha tanto da offrire. Si comprende allora il ruolo dell'intellettuale che non vive con distacco i problemi della società ma attraverso l’attività speculativa fa emergere la visione e le soluzioni, con il peculiare «valore aggiunto» proveniente da coloro che oltre ad essere profondi conoscitori della propria terra sono anche ispirati ai valori imperituri del Vangelo. 
Monsignor Renzo vuole mostrare la Calabria così com’è, offrendo però una prospettiva di speranza. La Calabria che è uno scrigno ricco di tante cose belle (la natura, il mare che bacia tutta la regione, il patrimonio storico e culturale presente in questo territorio) ma non mancano però grandi contraddizioni e gravi ritardi. L'autore parla al cuore e con il cuore a tutti coloro che vorranno trarre da queste pagine quella speranza indispensabile per realizzare una Calabria migliore. 

Umberto Tarsitano 
Avvenire 17/03/2016